Je suis Marcella Cannariato, elegantemente siciliana

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Ritratto di Marcella Cannariato
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L’intervista ad un’imprenditrice brillante, consapevole dell’energia e della straordinaria forza di volontà e di azione delle donne.

«Determinata. Determinata. Determinata».
La parola viene ripetuta tre volte, con un tono di voce netto e deciso.
Diventa allora una sequenza, scandita da un’effervescenza singolare, rivelatrice di libertà e audacia. Così si racconta Marcella Cannariato, responsabile della Fondazione Marisa Bellisario – Delegazione Sicilia, quando le chiedi di definire con tre aggettivi il suo carattere.
Gli occhi sono quelli di un’imprenditrice brillante, consapevole dell’energia e della straordinaria forza di volontà e di azione delle donne. Visionaria tenace, ma anche pragmatica interprete del presente, il suo savoir-faire non passa inosservato.
Lei ha unito, in un network solido e inclusivo, imprenditrici, professioniste, manager, che insieme, attraverso il dialogo e il confronto con il mondo politico, le istituzioni e l’imprenditoria, portano avanti con costanza progetti sul lavoro, sull’imprenditoria, sulle politiche di welfare e sul contrasto alla violenza di genere

Sicura di sé e dalla sguardo fiero, Marcella Cannariato è una donna che vuole innovare e migliorare il proprio Paese, equilibrandolo.

” È possibile, basta volerlo e impegnarsi per farlo”

Prima che scoppiasse il lockdown è stata designata dalla ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, come componente dell’Assemblea e del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Famiglia.

Idee, economia, cultura. Sono parole che, conversando con lei, si allineano nella mente di chi ascolta in modo spontaneo, anche quando si parla di routine quotidiana, di ricordi dell’infanzia e curiosità.

Ritratto di Marcella Cannariato

Marcella Cannariato

Amministratore unico di A&C Broker, azienda di punta nel campo del brokeraggio assicurativo nazionale. È stata inserita, nel 2019, fra le 100 donne leader italiane selezionate da Forbes. È anche la responsabile regionale della Fondazione Marisa Bellisario.

La prima cosa che fa appena sveglia
Bevo il caffè e guardo Sky TG24.

Cos’è per lei la bellezza?
La bellezza è tante cose, un sorriso, una piacevole chiacchierata. Se però devo dare una risposta netta, dico che la bellezza è soprattutto l’etica.

Il social media che usa di più
LinkedIn, perché rispetto agli altri è quello più professionale. Di questo social apprezzo il fatto che nei post e nei commenti si mantenga, in generale, un tono di voce più rispettoso. Negli altri social, come ad esempio Facebook, negli ultimi tempi si avverte un atteggiamento sconsiderato: spesso c’è chi scrive senza tenere conto della sensibilità della persone.

Cosa le piace di più del suo lavoro?
Avere creato un’azienda che ha messo al centro la persona, una realtà che, nell’impostazione strutturale, coniuga etica e lavoro di team.

Il colore che più la rappresenta
Il nero, un colore elegante. Sobrio e allo stesso tempo sofisticato.

Un’opera artistica che la emoziona
Io leggo tantissimo. Per me un libro è un’opera artistica a tutti gli effetti. Mi piacciono molto le biografie, perché vanno oltre la storia e sono racconti di una vita individuale, che supera la nostra immaginazione. Tra le mie preferite quella di Luigi XIV, il Re Sole, e di Caterina la Grande. Sono entrambi personaggi forti, astuti, intelligenti e anche goderecci.

Il libro che per adesso è sul comodino
Ne ho due. “La quarta rivoluzione industriale” di Klaus Schwab e “D come Donna, C come CEO” di Sabina Belli.

Si ritorna ai tempi dell’infanzia. Quali ricordi?
Non posso fare a meno di pensare al panierino in vimini dove mia nonna riponeva la matita, il quaderno dei disegni e la merenda. Mi viene in mente anche il suo panino con la frittata dal profumo indimenticabile, lo mangiavo spesso al mio rientro da scuola. Era favoloso e oggi è uno dei ricordi che più mi emoziona.

A proposito di cibo, quale la rende felice?
Più che il cibo, è un’abitudine a rendermi felice. Talvolta mi sveglio di notte e preparo un uovo fritto. Lo mangio abbinato ad un calice di vino rosso. Amo i sapori semplici, quelli di una volta, che purtroppo stiamo dimenticando. E non è solo una questione di gusto, ma anche di genuinità e qualità. Occorre sensibilizzare maggiormente sull’importanza di nutrirsi in modo sano, scegliendo materie prime e cibi sostenibili, che, oltre a farci stare bene, possono aiutare e valorizzare i produttori del nostro territorio.

Le piacciono molto le uova …
Sì, in particolare quelle delle galline allevate in un terreno di mio marito. Lui, nella sua azienda, in uno spazio esterno, ha creato un orto bio dove si coltivano ortaggi e frutta, che i dipendenti possono prendere e consumare a casa. Qui alleviamo le galline, tutte rigorosamente nere.

E come mai lui ha scelto solo galline nere?
Anche per lui il nero è elegante.

C’è in Sicilia un luogo del cuore?
La mia casa, a Palermo.

La prima cosa che le viene in mente se le dico la parola “souvenir
Sicilia, perché è la terra che portiamo con noi ovunque siamo.

Cosa le è rimasto dell’esperienza del lockdown?
Tanto lavoro e molta progettualità. In azienda ho introdotto lo smart working, che si è rivelato essere una modalità di lavoro dagli innumerevoli benefici. Da non confondere assolutamente con il telelavoro, lo smart working ha rafforzato l’operatività e agevolato i tempi nella consegna dei progetti. Il passaggio verso lo smart working pare inevitabile ed è una delle frontiere del cambiamento. Io sono favorevole al lavoro agile, a condizione che si proceda parallelamente con un processo di trasformazione della vision delle aziende, con al centro sempre la persona. È chiaro che adesso bisogna adattarsi ai nuovi tempi, essere in grado di sviluppare una nuova visione strategica. Il futuro è oggi.

Qual è il suo motto nella vita?
Mai e poi mai perdere.

Dove trova il coraggio per realizzare un progetto?
Dall’unione. Per portare avanti un’idea ciò che conta è stare uniti, assai diverso dallo stare accanto.

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